Un Giallo chiamato “Giustizia”

luglio 5, 2008

Tutto inizia con un malinteso: “il governo accelera e annuncia un decreto legge che sarà all’esame del Consiglio dei ministri di venerdì 13 giugno” titolavano i giornali, rilasciando stupore all’interno dell’opinione pubblica: tutto si pensava tranne che le intercettazioni fossero una emergenza. Subito arriva la smentita, in realtà un errore di trascrizione: non era un DL ma un DDL a dover essere presentato, intanto però cresce la curiosità e l’attesa, che si sostituiranno presto in ammirazione per alcuni, in sdegno per molti altri.

Finalmente arriva la presentazione della legge “in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali“, viene motivata affermando che le intercettazioni sono troppe e costose, così vanno controllate e limitate. Tuonerà subito contro queste argomentazioni Travaglio in diversi interventi sul blog di Beppe Grillo prima della presentazione in quello del 9 giugno e dopo in quello del 16 giugno. Quello che mette in luce Travaglio è che il disegno di legge Alfano non riguarda soltanto le intercettazioni: l’articolo 2 afferma chiaramente il divieto di pubblicazione di qualunque atto di indagine preliminare, anche se non più sottoposto a segreto, ovvero anche se consegnato agli avvocati di difesa, fino al termine dell’udienza preliminare. Questo provvedimento tutela ulteriormente la privacy del cittadino, ma allo stesso tempo imbavaglia la cronaca giudiziaria, la quale non può più fare da tramite tra la camera del tribunale e la società, rischiando degenerazioni come afferma il magistrato Gian Carlo Caselli in un’intervista:

“[…] Non soltanto (…) viene spazzato via il diritto di cronaca, ma (…) qualunque potere pubblico e la magistratura in primis, deve poter essere sottoposto al cosiddetto controllo sociale. Si deve sapere cosa fa la magistratura, cosa sta facendo. Per dire se è giusto o sbagliato quello che sta facendo. Se io pm posso lavorare in segreto assoluto, senza che nessuno sappia nulla, al limite posso compiere le nefandezze più nefande che nessuno sa niente è questa, chiedo, è democrazia?”

Ciò che tale legge demolisce è proprio il controllo, quello nei confronti dei cittadini a cui viene garantita l’assoluta discrezione e quello verso i giudici cui si garantisce la massima discrezionalità.
Se il disegno-intercettazioni ha creato così accesi dibattiti, altrettanti ne ha alimentati uno successivo, quello che sospende i processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, i Presidenti del Senato e della Camera dei deputati ed il Presidente del Consiglio dei Ministri. Presentato il 27 giugno dal Consiglio dei Ministri non ha soltanto destato scandalo ma ha mobilitato persino le folle.
Dalla rivista online Micromega sta letteralmente rimbalzando all’interno del web e della blogosfera, l’appello del direttore del giornale Flores d’Arcais, di Colombo e del senatore Pancho Pardi che con parole dure invitano i cittadini a scendere in piazza e manifestare:

“Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
[…]
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.”

Intanto le adesioni aumentano di giorno in giorno, saliranno sul palco, sempre secondo Micromega, Rita Borsellino, Andrea Camilleri, Marco Travaglio e Moni Ovadia, inoltre è stata importante l’adesione compatta dell’Italia dei Valori proprio per la realizzazione di tale manifestazione, che vede per la prima volta i cittadini stessi promotori e mass media.
Unica parola dunque: PassateParola =)

La notizia della manifestazione mi è arrivata attraverso il blog Wildgreta e la sua disponibilità, la foto in testata è sotto licenza CC ed appartiene ad Amodiovalerio Verde.