Nuovo dei Motörhead: Lemmy inarrestabile!

agosto 31, 2008

Se state per partire o rientrare a casa, “Motörizer” è l’album che potrà farvi compagnia in auto, in aereo, in treno… insomma potete portarlo dove volete: è un cd =)
Gli ingredienti sono i soliti: voce ruvida, riff accattivanti e voglia di fare casino; una ricetta perfezionata in questo ventiquattresimo album da una formazione ormai solida!
Il primo impatto con l’album è stato piuttosto tragico, come capita sempre più spesso, ero indeciso se buttarlo via oppure sentirlo a loop fino a fondere le cuffie, di fatto c’è poco di nuovo!

Le strutture sono le medesime, anche alcuni fraseggi sono ripresi dal passato, forse per i più nostalgici; è impensabile fare un confronto con “Ace of Spades” o “Eat the Rich”, sono altri tempi e altri Motörhead!
Allora cosa ci dà “Motörizer” in più rispetto ad un altro album? “Well, in short, nothing”, come afferma un articolo su blogcritics, e prosegue: “non c’è nulla di nuovo, ma è davvero ciò che vorremmo?”
Effettivamente è una bella domanda: Lemmy e il suo gruppo sono diventati un punto di riferimento nel panorama metal, hanno alle spalle più di trenta anni di storia (e che storia!!!) e successo, perchè deludere i propri fans, sperimentando soluzioni nuove?

Ascoltando più volte “Motörizer”, ho avuto l’impressione che fosse soprattutto un album per appassionati, per quelli che li hanno seguiti da una vita, un album “da concerto”, con cui potersi e poter divertire, cercando di mettere da parte le esigenze della casa discografica e del mercato.
Magari sbaglio ed è esattamente il contrario! =)

Il disco si apre con “Runaround Man”, una track molto veloce e ritmata, tipica prima traccia Motorhead! Continua poi con “Teach you how to sing the blues”, più moderata, ma con riff e solo di chitarra accantivanti; le note e i colpi Mikkey proseguono regolari (l’intro di “Rock out” non vi suona familiare?!) fino ad arrivare al cuore di “Motörizer”: ad attenderci ecco “Buried Alive” e “Time is right”, le mie due preferite, insieme ad “English Rose”.

Beh, che altro dire? Gustiamoci quest’album, in attesa che Lemmy ed i suoi tornino in Italia per un bel concerto..

Photo Credit: Marco Lo Cascio

..non capisco proprio la gente a cui non piace il metal =)
Stay Tuned !!!